Conservare il lavoro

…formando una cooperativa!

Come?

Attraverso l’acquisto di una società da parte dei dipendenti della stessa impresa, trasformandoli, attraverso la creazione di una cooperativa, nei legittimi proprietari, i “workers buyout“ (letteralmente “lavoratori – accaparramento”).

Ciò può avvenire in tre situazioni particolari:

  1. in caso di una crisi aziendale per messa in liquidazione, concordato o fallimento;
  2. nel caso in cui l’azienda risulti avere dei problemi dovuti al mancato ricambio generazionale;
  3. nel caso in cui l’imprenditore non ha intenzione di proseguire nell’attività imprenditoriale.

Sviluppare questo processo è importante in quanto i dipendenti mettono in pratica le proprie esperienze ottenute nel corso degli anni lavorativi, evitando di cadere nel rischio di fallimento dell’azienda, del mercato e del mondo del lavoro.
Ovviamente questa non è una scelta facile da parte di dipendenti che da un momento all’altro si ritrovano ad assumere il ruolo di manager, soprattutto perché cambiano le responsabilità e il modo di percepire la fabbrica.
Così come è difficile ricevere prestiti dalle banche senza la testimonianza di un capitale solido.
Per questo, la decisione di realizzare una cooperativa deve essere presa soltanto se si conoscono e si condividono i temi della mutualità, del socio lavoratore e della gestione comune delle cooperative.
È importante che questi dipendenti diventino imprenditori di se stessi.
I soci devono inoltre conoscere a fondo tutte le dinamiche dell’impresa e, per raggiungere il break even point, devono possedere dei requisiti fondamentali e godere di strumenti legislativi come sostegni fondamentali.

Tali requisiti sono:

  1. avere un rapporto continuo con la clientela;
  2. garantire un accordo solido tra proprietà, creditori e liquidatori;
  3. sviluppare un solido accordo sindacale;
  4. essere professionisti in grado di valutare la quantità di risorse, così che il progetto riesca nel modo migliore.

Per quanto riguarda gli strumenti legislativi, di seguito l’introduzione delle relative norme:

– Legge 27 febbraio 1985 – Legge Marcora.

È una legge che promuove la costituzione di cooperative da parte di lavoratori licenziati, cassaintegrati o dipendenti da aziende in crisi o fallite. Consiste in un fondo di rotazione per finanziare i progetti cooperativi, e in un fondo speciale per gli interventi, in forma cooperativa, per salvaguardare i livelli dell’occupazione.
In questo modo favorisce la creazione di nuovi strumenti per il finanziamento delle imprese cooperative attraverso l’intervento di società finanziarie.
A tal proposito, la legge 3 marzo 2001 n.57 ha disposto che possono usufruire della Legge 49, anche le cooperative sociali e quelle già esistenti, per favorirne il processo di patrimonializzazione.

– Legge 23 luglio 1991 n.223, articolo 7 comma 5.

Questa legge permette ai dipendenti di un’azienda che è in crisi di mettersi in proprio e richiedere all’INPS delle indennità di mobilità per poter costituire una cooperativa e versarla a titolo di capitale sociale, con l’intento di rilevare poi l’azienda in crisi.

– Decreto legge 23 dicembre 2013 n.145 articolo 11 commi 2 e 3.

Stabilisce il diritto di prelazione in capo alle società cooperative “workers buyout” nel caso in cui ci sia un affitto o una vendita aziendale, rami dell’azienda o insiemi di beni e contratti di proprietà delle medesime imprese.
Questa legge stabilisce inoltre che l’atto di aggiudicazione dell’affitto o della vendita, costituisce un titolo ai fini della retribuzione anticipata dell’indennità di cui alla Legge 23 luglio 1991 n.223, art 7, comma 5.

Per maggiori informazioni: Statuto

Cooperative Italiane - Associazione di categoria che assiste e tutela imprese e lavoratori del mondo cooperativo. - Credits